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02/10/2017
A seguito delle recenti segnalazioni riguardo lo stantuffo bianco-rosato nell’indicatore di iniezione Chenpen® 150 microgrammi, numeri di lotto 31X, 5F2, 6N3, 8R1, e Chenpen® 300 microgrammi, numeri di lotto 34X , 56Y , 8G7, 5P4, 2W2, la Bioprojet Italia ci ha trasmesso la nota informativa concordata con AIFA ed il foglietto illustrativo citato nella stessa.

Per sapere di più leggi il comunicato ed il foglietto illustrativo.
14/09/2017
La Meda Pharma SpA ha dato comunicazione che da aprile di quest’anno, a seguito della conclusione della procedura di registrazione europea che ha portato ad un’armonizzazione delle informazioni di prodotto, la specialità medicinale FASTJEKT ha subito una modifica formale della modalità di espressione del quantitativo di principio attivo contenuto.

In accordo con le linee guida internazionali, è stato deciso di allineare e cambiare la denominazione del prodotto da:

FASTJEKT® 330 microgrammi - Soluzione iniettabile per uso intramuscolare a:
FASTJEKT® 300 microgrammi - Soluzione iniettabile per uso intramuscolare.

e

FASTJEKT® 165 microgrammi - Soluzione iniettabile per uso intramuscolare a:

FASTJEKT® 150 microgrammi - Soluzione iniettabile per uso intramuscolare.

Praticamente, tale modifica ha comportato un cambiamento solo nella denominazione ma non nel dosaggio del principio attivo in esso contenuto, che rimane invariato.

In sostanza, il farmaco FASTJEKT (presente in Italia ed in Germania con tale denominazione) ha lo stesso dosaggio del farmaco EPIPEN presente nel resto del mondo e registrato anche in Italia presso l’Agenzia Italiana del Farmaco il cui foglietto illustrativo con informazioni per il paziente è consultabile: qui

Pertanto, prima di recarvi in farmacia ospedaliera per ritirare gli autoiniettori, verificate che la prescrizione del medico riporti la nuova denominazione.

Per maggiori informazione, leggi il comunicato Meda Pharma SpA.

Per maggiori informazioni su Fasjekt, leggi il foglio illustrativo e il riassunto delle caratteristiche del prodotto.
05/08/2017
Nel giorno 4 agosto le tre autorevoli associazioni di medici allergologi e immunologi del Nord America
  • American College of Allergy, Asthma, & Immunology (ACAAI),

  • American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) e

  • Canadian Society of Allergy and Clinical Immunology (CSACI)
hanno diramato un comunicato congiunto a seguito del tragico episodio della morte del bimbo statunitense durante un test di provocazione orale.

I medici specialisti rassicurano la comunità degli allergici sulla sicurezza e affidabilità di tale procedura per diagnosticare le allergie alimentari - quando la storia clinica e i test non si siano rivelati sufficienti - e per verificare se un paziente con conclamata allergia abbia sviluppato una qualche tolleranza.

► Leggi il comunicato sul sito www.acaai.org
04/08/2017
Di nuovo una terribile notizia:

► Leggi l’articolo su www.allergyliving.com

Stando a quanto riferito dall’articolo, al momento unica fonte disponibile, forse l’aspetto che colpisce maggiormente - oltre alla tenera età - è che questo terribile episodio di anafilassi mortale sia avvenuto in una struttura ospedaliera, nel corso di un test di provocazione con prodotti da forno a base di latte. Tuttavia, le informazioni di cui dispone la comunità internazionale sono ben poche, quindi è assolutamente prematuro fare speculazioni di vario tipo. Neanche le nostri fonti statunitensi sono al momento in grado di inquadrare la vicenda con maggiori dettagli.

Per ora, dunque, non disponendo di ulteriori informazioni, invitiamo la comunità allergica a non scoraggiarsi e a continuare a guardare con fiducia l’utilità delle terapie di desensibilizzazione orale, che nel nostro Paese vengono implementate presso centri allergologici ultraspecialistici.

L’adesione a questi protocolli va valutata attentamente con il proprio allergologo, tenendo conto di vari aspetti cruciali come: storia clinica del paziente (età, gravità dell’allergia, anafilassi pregresse, compresenza di asma severo, etc.), stato di salute del paziente al momento del test, presenza nella struttura ospitante di attrezzature e procedure idonee per il pronto intervento in caso di anafilassi, nonché di personale preparato ed in numero adeguato per il continuo monitoraggio del paziente nel corso delle prove, ed altro ancora.

Si tratta di valutare pro & contro: i risultati visti finora su molti pazienti sono a dir poco incoraggianti. Ciononostante, tali protocolli non sono materia da improvvisazioni e fai-da-te, anche perché l’insorgenza di reazioni durante i test di scatenamento o durante l’aumento delle dosi in desensibilizzazione può capitare: con la necessaria preparazione, possono però essere gestite in tutta sicurezza.

Ancora una volta, siamo vicini alla famiglia nel loro indicibile dolore. Ogni altra parola sarebbe superflua.