News

16/07/2017
UK: ragazzo muore per shock anafilattico a scuola
Purtroppo, una notizia tragica da oltremanica:

Leggi l’articolo su www.oggiscuola.com

C’è un risvolto agghiacciante: la stampa riporta che la morte del ragazzo sarebbe stata provocata da un coetaneo, per cui si tratterebbe di un vero atto - criminoso - di bullismo.

Abbiamo atteso alcuni giorni per commentare, perché non è facile affrontare l’ennesima notizia di morte, per giunta gravati da quell’amaro senso di sconfitta che inevitabilmente tocca tutta la comunità degli allergici.
Inoltre, rimaniamo interdetti dall’ignoranza della stampa che, nel titolo dell’articolo su questa delicata vicenda, parla di "intolleranza" anziché di "allergia"...

La domanda che dobbiamo porci è: come evitare tutto questo?
Le prime risposte che ci sovvengono sono alquanto ovvie: informazione, sensibilizzazione sociale, formazione anti-bullismo per gli studenti, formazione del personale scolastico affinché sia più attento alle esigenze e ai rischi dell’allergico, e adeguatamente preparato a gestire le emergenze ma anche la quotidianità, e così via.
Tuttavia, c’è sempre un elemento che non viene considerato con la dovuta attenzione: l’ignoranza del prepotente compagno di scuola, la cui superficialità e noncuranza è costata la vita a un tredicenne...

Un recente studio ha messo in evidenza come gli studenti affetti da allergie alimentari abbiano una probabilità di subire azioni di bullismo circa 2 volte superiore ai loro coetanei.
Il 60% di loro ha riferito di essere stato vittima di una qualche forma di bullismo almeno 1 volta
, dimostrando che gli allergici dovrebbero essere inclusi nella categoria di studenti ad alto rischio di bullismo.
Inoltre, in un altro studio, i ricercatori hanno individuato che gli insegnanti tendono a sottovalutare le difficoltà relazionali ed emozionali degli allievi allergici e fanno fatica a gestirle dal punto di vista psico-sociale.

Questo caso specifico, però, ci può insegnare ad affrontare la realtà, la dura realtà, con strategia ancora più accorta e pratica:
  • potenziare nelle scuole il percorso anti-bullismo rivolto a tutti gli studenti, magari affiancandolo ad uno sportello di ascolto anti-bullismo a cui un ragazzo possa rivolgersi in anonimato;

  • potenziare la formazione del personale scolastico, che spesso si trova da solo ad affrontare situazioni difficili, affinché sia adeguatamente preparato a riconoscere i primi segnali di bullismo;

  • comunicare spesso con il proprio figlio/a per conoscere eventuali suoi problemi/screzi con i compagni;

  • se si viene a conoscenza del fatto che il/la proprio/a figlio/a ha subito qualche episodio di bullismo, informare immediatamente la scuola ed esigere garanzie sul costante monitoraggio della situazione;

  • insegnare al/la proprio/a figlio/a a custodire il proprio cibo e a controllarlo sempre prima di ingerirlo.
Purtroppo il tema "allergia & bullismo", che avevamo già trattato in questo post pubblicato durante la Settimana dell’Allergia Alimentare a maggio, continua ad essere sempre attuale:

Vai al post su Facebook

Il nostro pensiero va alla famiglia del ragazzo, distrutta dalla perdita prematura del caro figlio, a cui siamo vicini in questo tragico momento. Episodi come questi non devono mai più ripetersi!