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05/12/2020
La privacy è di ostacolo alla somministrazione di un farmaco salvavita a scuola?

Questa è una delle domande che puntualmente viene fuori duranti i corsi per la scuola.

L’abbiamo chiesto ad Andrea Sitzia, Professore Associato di Diritto del Lavoro Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali - Università di Padova, Avvocato - Patrocinante in Cassazione e relatore nei nostri corsi.

Dobbiamo escluderlo nel modo più assoluto. Beninteso, sempre ammesso che facciamo riferimento ad una situazione gestita correttamente, nel rispetto delle chiare indicazioni di MIUR e Ministero della Salute del 25 novembre 2005 (oggetto, in Veneto, della Deliberazione della Giunta regionale n. 9 del 29 gennaio 2019) e, quindi, di una richiesta formale di somministrazione compilata dagli esercenti la potestà genitoriale e consegnata al dirigente scolastico unitamente alla prescrizione del medico curante.

In questi casi la normativa in materia in materia di “privacy” (il Regolamento 2016/679/UE e il d.lgs. 276/2003) si pone a tutela della riservatezza dell’interessato (l’allievo che necessità del trattamento farmacologico urgente nelle circostanze evidenziate dal piano di somministrazione), imponendo, nella sostanza, la predisposizione di una procedura che preveda l’accesso ai dati ai soggetti che possano trovarsi nella condizione di necessità di effettuare la somministrazione.

In estrema sintesi, il dato trattato è un dato relativo alla salute dell’allievo, ed è quindi soggetto alle prescrizioni di cui all’art. 9 del Regolamento. È necessario innanzitutto che la scuola fornisca una informativa e che i genitori prestino il consenso. I dati personali (anche sanitari) dell’alunno verranno trattati per le finalità connesse e strumentali alle attività previste dal protocollo di somministrazione da parte del personale scolastico, con eventuali relative comunicazioni ai soggetti competenti (medici, responsabili della sicurezza e altro personale scolastico autorizzato). Il passaggio più delicato è questo: il dirigente dovrà preoccuparsi di individuare, autorizzare e formare tutti coloro i quali verranno incaricati del trattamento (ovverosia tutti coloro che, potenzialmente, potrebbero trovarsi nella situazione emergenziale di dover procedere alla somministrazione del farmaco). Rispettando il Regolamento europeo sulla privacy si effettuerà una mappatura degli incaricati, utile e necessaria a garantire una migliore attuazione del protocollo di somministrazione.