Gestire le emergenze: l’adrenalina

COSA

L’iniezione di adrenalina rappresenta il trattamento di prima scelta nel caso di una reazione di anafilassi. Per anafilassi si intende una reazione allergica generalizzata, ad esordio rapido, che può portare a morte. Esordisce con grande rapidità interessando due o più apparati, ad esempio cute e sistema respiratorio, o circolatorio, o gastrointestinale .
L’adrenalina è in grado di inibire il rilascio dei mediatori responsabili dell’infiammazione dalle mast-cellule e dai basofili e inibisce direttamente la vasodilatazione, l’edema e la broncocostrizione.
L’adrenalina deve essere somministrata alla comparsa di sintomi come voce roca, nausea, vomito e quando si manifestano i sintomi di difficoltà respiratoria, respiro sibilante e/o collasso.

L’adrenalina è disponibile in forma autoiniettabile per via intramuscolare in grado di erogare una quantità unica e predosata di farmaco.
Attualmente esistono in commercio dispositivi autoiniettabili a cartuccia (Fasjekt® e Jext®) e a siringa (Chenpen®); in Italia sono presenti due dosaggi: 150 mcg e 300 mcg.

Gli antistaminici non possono essere considerati sostituti dell’adrenalina anche se possono aiutare a contrastare alcuni sintomi di reazione allergica.

La reazione allergica grave (anafilassi) generalmente può essere monofasica o bifasica.
Nel primo caso si ha una progressione rapida e prolungata dei sintomi; nel secondo caso, le manifestazioni iniziali sono seguite da un periodo (che può durare anche 2 ore) relativamente privo di sintomi per poi arrivare a ipotensione, problemi respiratori o entrambi.

Se dopo la somministrazione di adrenalina si ha la risoluzione completa dei sintomi è comunque importante trasportare il paziente all’ospedale più vicino dove potrà essere adeguatamente monitorato per un periodo che varia dalle 4 alle 6 ore.
Se entro 5-10 minuti la sintomatologia non dovesse scomparire, si rende necessario somministrare un’ulteriore dose di adrenalina.
Altre terapie di supporto possono essere la somministrazione di broncodilatatori, ossigeno, antistaminici, infusioni intravenose, ecc.
COME

L’adrenalina è il trattamento di elezione in caso di reazione di anafilassi perché in grado di fare regredire prontamente i sintomi.
Deve essere usata il più presto possibile per risolvere i sintomi guadagnando il tempo necessario per raggiungere l’ospedale.

L’iniezione non è molto dolorosa, ed è molto meglio avere a che fare con la paura dell’ago che con la realtà di una reazione anafilattica mortale.
L’adrenalina provoca vasocostrizione dei vasi sanguigni inducendo il cuore a battere con maggiore forza e velocità (tachicardia). Ha anche un’azione broncodilatatrice: non appena i vasi ritornano nelle condizioni ottimali, il respiro dapprima affannoso, viene controllato, permettendo così di respirare meglio anche perché labbra, lingua e gola ritornano nelle condizioni di normalità.

Anche se si ha regressione dei sintomi è bene trasportare il paziente in ospedale per evitare l’eventuale insorgenza di una nuova crisi, dovuta a reazioni tardive che si manifestano nelle prime ore successive all’episodio.
È bene ricordare che il farmaco non causa danni significativi, almeno nei bambini, se somministrata impropriamente.
Le reazioni che si possono verificare in caso di erronea somministrazione ad un bambino sono riconducibili alle reazioni dovute alla caffeina come nervosismo, tachicardia, iperreattività, ansia, ecc., sintomi che regrediscono nell’arco di 20 minuti.
IN EMERGENZA

Anche se l’adrenalina autoiniettabile è pronta all’uso e può essere somministrata anche attraverso i vestiti, è sempre preferibile eseguirla direttamente sulla cute.

Per eseguire l’iniezione si procede nel modo seguente:

Fastjekt®:
  1. Impugnare Fastjekt e rimuovere il tappo azzurro;

  2. tenere Fastjekt con la punta arancione rivolta verso la parte esterna della coscia a 10 cm di distanza;

  3. premere con forza ad angolo retto finché non si sente uno scatto, mantenendo Fastjekt contro la coscia per 10 sec.;

  4. rimuovere Fastjekt e massaggiare la coscia per 10 sec.
Dimostrazione video Fastjekt

Jext®:
  1. impugnare Jext e rimuovere il tappo giallo;

  2. tenere Jext con la punta nera rivolta verso la parte esterna della coscia;

  3. premere energicamente ad angolo
    retto finché non si sente uno scatto, mantenendo Jext contro la coscia per 10 sec.;

  4. rimuovere Jext e massaggiare la coscia per 10 sec.
Dimostrazione video Jext (Adulti e Ragazzi)

Chenpen®:
  1. rimuovere la protezione nera dell’ago;

  2. rimuovere il tappo grigio di sicurezza dal bottone rosso di attivazione;

  3. posizionare Chenpen contro la parte esterna della coscia ad angolo retto e premere il bottone rosso;

  4. mantenere Chenpen in questa posizione per 10 sec., rimuoverlo e massaggiare leggermente.
Dimostrazione video Chenpen

Dopo aver somministrato l’adrenalina (in qualunque forma autoiniettabile), chiamare il 118 (112) o recarsi al più presto in ospedale.

Se una persona sta avendo una reazione di anafilassi, è di fondamentale importanza fornire ai soccorritori del 118 (112) il maggior numero di informazioni corrette. In seguito, su una scheda scaricabile, si riportano i consigli per rendere più efficace la telefonata da effettuare in caso di reazione anafilattica.
PROMEMORIA DI TELEFONATA AL 118 (112) IN CASO DI REAZIONE ANAFILATTICA

Nel caso si verificasse una emergenza anafilattica, occorre somministrare tempestivamente l’adrenalina autoineittabile e chiamare subito il numero di emergenza sanitaria 118 (112). In seguito si riportano alcuni consigli per rendere efficace la telefonata:
  • chiamare il 118 (112);

  • dare il nominativo di chi chiama, l’indirizzo e il recapito telefonico;

  • informare il personale paramedico che la persona accanto a voi sta avendo uno shock anafilattico da alimento, descrivendo i sintomi che presenta e le condizioni in cui si trova;

  • non chiudere mai la telefonata;

  • non lasciare sola la persona;

  • evitare il panico. Cercare di tranquillizzare la persona colpita in attesa dei soccorsi;

  • non dare nulla da bere;

  • lasciare la persona dove si trova, evitando di mantenerla in posizione eretta;

  • se la persona è cosciente metterla in posizione antishock, sollevando le gambe in modo da favorire l’afflusso di sangue alla testa e al cuore. Se presenta difficoltà respiratoria (asma) tenere il busto un po’ sollevato da terra;

  • se la persona è incosciente metterla nella posizione laterale di sicurezza secondo le norme di primo soccorso.