Gestire le emergenze: l’adrenalina

COSA

L’iniezione di adrenalina rappresenta il trattamento di prima scelta nel caso di una reazione di anafilassi. Essa è infatti in grado di inibire il rilascio dei mediatori responsabili dell’infiammazione dalle mast cellule e dai basofili e inibisce direttamente la vasodilatazione, l’edema e la broncocostrizione.
L’adrenalina deve essere somministrata alla comparsa di sintomi come voce roca, nausea, vomito e quando si manifestano i sintomi di difficoltà respiratoria, respiro sibilante e/o collasso.

L’adrenalina oggi è disponibile anche in forma autoiniettabile. Si tratta di una siringa autoiniettabile per via intramuscolare in grado di erogare una quantità unica e predosata di farmaco. Esiste nella forma junior per bambini fino a 45kg e nella versione per adulti.

Gli antistaminici non possono essere considerati sostituti dell’adrenalina anche se possono aiutare a contrastare l’orticaria e gli altri sintomi connessi alla reazione di anafilassi.

Una reazione di anafilassi generalmente può essere monofasica o bifasica.
Nel primo caso si ha una progressione rapida e prolungata dei sintomi; nel secondo caso, le manifestazioni iniziali sono seguite da un periodo (che può durare anche due ore) relativamente privo di sintomi per poi arrivare a ipotensione, problemi respiratori o entrambi.

Se dopo la somministrazione di adrenalina si ha la risoluzione completa dei sintomi è comunque importante trasportare il paziente all’ospedale più vicino dove potrà essere adeguatamente monitorato per un periodo che varia dalle tre alle sei ore.
Se la sintomatologia non dovesse scomparire i sanitari potrebbero somministrare un’ulteriore dose di adrenalina, alla quale segue quasi sempre una dose di glucocorticoide (quale il prednisone 1-2 mg/kg).
Altre terapie di supporto possone essere la somministrazione di broncodilatatori, ossigeno, antistaminici, infusioni intravenose, ecc.
COME

L’adrenalina è il trattamento di elezione in caso di reazione di anafilassi perché in grado di fare regredire prontamente i sintomi.
Deve essere usata il più presto possibile per risolvere i sintomi guadagnando il tempo necessario per raggiungere l’ospedale.

L’iniezione non è molto dolorosa, ed è molto meglio avere a che fare con la paura dell’ago che con la realtà di una reazione anafilattica mortale.
L’adrenalina provoca vasocostrizione dei vasi sanguigni inducendo il cuore a battere con maggiore forza e velocità (tachicardia). Ha anche un’azione broncodilatatrice: non appena i vasi ritornano nelle condizioni ottimali, il respiro dapprima affannoso, viene controllato, permettendo così di respirare meglio anche perché labbra, lingua e gola ritornano nelle condizioni di normalità.

Anche se si ha regressione dei sintomi è bene trasportare il paziente in ospedale per evitare l’eventuale insorgenza di una nuova crisi, dovuta a reazioni tardive che si manifestano nelle prime ore successive all’episodio.
È bene ricordare che il farmaco non causa danni significativi, almeno nei bambini, se somministrata impropriamente.
Le reazioni che si possono verificare in caso di erronea somministrazione ad un bambino sono riconducibili alle reazioni dovute alla caffeina come nervosismo, tachicardia, iperreattività, ansia, ecc., sintomi che regrediscono nell’arco di 20 minuti.

La somministrazione di adrenalina deve essere preceduta da un antistaminico in forma liquida che rispetto alla forma in compresse, ha velocità d’azione maggiore.
Gli antistaminici bloccano i recettori per l’istamina, legandosi competitivamente con loro. In questo modo bloccano la reazione allergica.
IN EMERGENZA

Anche se l’adrenalina autoiniettabile è pronta all’uso e può essere somministrata anche attraverso i vestiti, è sempre preferibile eseguirla direttamente sulla cute.

Per eseguire l’iniezione si procede nel modo seguente:
  • 1. Rimuovere il tappo grigio.


  • 2. Applicare la punta nera della penna alla parte esterna della coscia.


  • 3. Premere con forza finché non si sente uno scatto di attivazione; Tenere in posizione per 10 sec.


  • 4. Rimuovere la penna.

  • recarsi al più presto in ospedale o chiamare il 118.

  • Se una persona sta avendo una reazione di anafilassi, è di fondamentale importanza fornire ai soccorritori del 118 il maggior numero di informazioni corrette. In seguito, su una scheda scaricabile, si riportano i consigli per rendere più efficace la telefonata da effettuare in caso di reazione anafilattica.
    PROMEMORIA DI TELEFONATA AL 118 IN CASO DI REAZIONE ANAFILATTICA

    Nel caso si verificasse una emergenza anafilattica, occorre somministrare tempestivamente l’adrenalina autoineittabile e chiamare subito il numero di emergenza sanitaria 118. In seguito si riportano alcuni consigli per rendere efficace la telefonata:
    • chiamare il 118;

    • dare il nominativo di chi chiama, l’indirizzo e il recapito telefonico;

    • informare il personale paramedico che la persona accanto a voi sta avendo uno shock anafilattico da alimento, descrivendo i sintomi che presenta e le condizioni in cui si trova;

    • non chiudere mai la telefonata;

    • non lasciare sola la persona;

    • evitare il panico. Cercare di tranquillizzare la persona colpita in attesa dei soccorsi;

    • non dare nulla da bere;

    • lasciare la persona dove si trova, evitando di mantenerla in posizione eretta;

    • se la persona è cosciente metterla in posizione antishock, sollevando le gambe in modo da favorire l’afflusso di sangue alla testa e al cuore. Se presenta difficoltà respiratoria (asma) tenere il busto un po’ sollevato da terra;

    • se la persona è incosciente metterla nella posizione laterale di sicurezza secondo le norme di primo soccorso.